La ragazza nera (4 Febbraio 2021)

DA QUANDO HANNO IMPOSTO LE MASCHERE, FARE LA SPESA HA PERSO OGNI PIACEVOLEZZA, PER ME.

E’ DIVENTATO UN DISBRIGO NECESSARIO, DA ESPLETARE NEL MINOR TEMPO POSSIBILE.

UNA FACCENDA FRETTOLOSA E SGRADEVOLE.

LA RAGAZZA NERA SOSTA DI FRONTE AL PICCOLO SUPERMERCATO DEL PAESE; ATTENDE CARITA’.

INCEDE, RIEMPIENDO LO SPAZIO ATTORNO A SE’.

NON PIETISCE, NON SI PIEGA A MELENSI CONVENEVOLI.

L’ UOMO DI MEZZA ETA’, MASSICCIO, TOZZO COME TOZZA DEVE ESSERE LA SUA ANIMA, LE SI AVVICINA.

IN UN VISCIDO SUSSURRO, LA SPORCA.

MI SALE, FORTE, UN CONATO E, INSIEME, LA VOGLIA DI PIANGERE.

TREMO.

DAL DISGUSTO.

DALLA PIETA’.

IL MIO LIVELLO DI EMPATIA SI E’ ACUTIZZATO; E’ APPUNTITO.

DEV’ ESSERE STATO COSI’ ANCHE PER MARTA, CHE, PER AVER GENERATO DUE FIGLI HANDICAPPATI, SI PORTA ADDOSSO IL PESO DELL’UNIVERSO.

ALL’USCITA, NON C’E’ TRACCIA DELLE SUE CICATRICI.

APPOGGIO LA SPESA IN AUTO.

LA RAGGIUNGO E LE PORGO QUANT’HO NEL PORTAFOGLIO.

MI VERGOGNO.

PER QUESTA IPOCRISIA DI UN GESTO BANALE E INUTILE.

OGNUNO RESTERA’ AL SUO POSTO.

MI PESA, IN PETTO, IL CUORE.

(Dipinto di Slava Fokk)